Una delle domande più frequenti in medicina estetica non riguarda quanto filler usare, ma quale filler scegliere.
Strutturato o morbido? Forte o delicato?
La risposta è meno intuitiva di quanto sembri: non è la forza del prodotto a determinare il risultato, ma la sua coerenza con il tessuto, l’area da trattare e l’obiettivo estetico.
Cosa si intende per filler strutturato
I filler strutturati sono progettati per offrire sostegno, proiezione e definizione.
Hanno una maggiore coesività e sono indicati quando è necessario:
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ripristinare volumi
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sostenere i tessuti
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migliorare la struttura del volto
Sono utilizzati soprattutto nel terzo medio e inferiore del viso, dove il supporto è fondamentale per l’armonia complessiva.
🔹 Esempi di filler strutturati
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Stylage XL – per volumi e contorni ben definiti
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Juvederm Voluma – sostegno profondo e lifting
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Belotero Volume – integrazione stabile e armonica
Cosa si intende per filler morbido
I filler morbidi sono pensati per garantire naturalezza, elasticità e movimento.
Sono ideali quando l’obiettivo non è sostenere, ma accompagnare l’espressività del volto.
Vengono scelti soprattutto per:
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aree dinamiche
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tessuti sottili
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correzioni delicate
🔹 Esempi di filler morbidi
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Juvederm Volbella – labbra e correzioni soft
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Neauvia Intense Rheology – naturalezza e adattabilità
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Stylage L – equilibrio tra definizione e morbidezza
E i filler dinamici?
Esistono filler progettati per seguire i movimenti del viso, mantenendo naturalezza anche nelle aree ad alta mobilità.
Sono ideali per pazienti molto espressivi o per trattamenti che richiedono elasticità.
🔹 Esempi di filler dinamici
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Teosyal RHA 3 e RHA 4 – elasticità e integrazione nei tessuti
Perché non esiste un filler “migliore in assoluto”
Uno degli errori più comuni è pensare che un filler più “forte” garantisca automaticamente un risultato migliore.
In realtà, un prodotto troppo strutturato su un tessuto sottile o in un’area dinamica può portare a risultati innaturali.
Il filler giusto è quello coerente con:
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qualità del tessuto
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area da trattare
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età biologica del paziente
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obiettivo estetico
Il ruolo della valutazione del volto
Il miglior risultato nasce sempre da una valutazione attenta e personalizzata.
Il professionista analizza proporzioni, dinamica ed equilibrio globale del viso prima di scegliere il prodotto.
Il filler non deve mai “imporsi”, ma integrarsi.
Conclusione
Filler strutturato o filler morbido?
La risposta non è mai assoluta.
Il risultato migliore non dipende dal filler “più forte”, ma da quello giusto per quella persona, scelto con competenza e consapevolezza.
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